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Le Marche, terra di santi, di antiche tradizioni, buona cucina e grande ospitalità. Una regione immersa nel verde che propone, grazie alla sua particolare conformazione del territorio, paesaggi e scenari differenti: dal mare ai monti, passando per dolci colline. La cucina delle Marche propone materie prime e pietanze molto varie, come diversi sono i sapori dei piatti presentati. Forti e decisi quelli di carne, delicati e profumati se hanno come ingrediente principale il pesce.

La tradizione culinaria di questa regione annovera molte specialità caratteristiche, ma anche alcune curiosità. Fra cui questa: pochi sanno che la porchetta, un classico della cucina romana, è stata inventata proprio nelle Marche, in particolare nelle zona fra Macerata e Ascoli Piceno. E partendo da quest'ultima località, come non nominare le famose olive all'ascolana, imitate in tutto il mondo e che deliziano il palato di ogni assaggiatore. Sempre nella zona dell'ascolano, ancor più verso i monti, i piatti vengono profumati col tartufo nero di Roccafluvione al quale fa eco, al nord delle Marche, il pregiato tubero bianco del pesarese, ad Acqualagna.

Dai frutti della terra alle elaborazioni delle mani umane. Un esempio sono i maccheroncini di Campofilone, nel fermano, accompagnate spesso da sughi arricchiti da una saporita carne di struzzo, proveniente dagli allevamenti locali. Altrettanto caratteristici sono i cappelletti in brodo di cappone. Parlando ancora di carni - e bisogna ricordare che nelle Marche sono presenti un'ottima razza bovina e suina -, non si possono ignorare i salumi marchigiani. In una veloce carrellata, nominiamo la barbaja, ossia la guancia suina salata e conservata, corrispondente al guanciale delle cucine abruzzese e laziale, e il ciausculo, un salame di carne suina magra, tritata fine e aromatizzata con aglio e pepe. Una versione di questo salame rimane morbida anche dopo la stagionatura, ottima da spalmare sul pane. Altro salume è la coppa marchigiana, fatto con la carne della testa del maiale mista a cotenne, cotta e aromatizzata con diverse spezie e ingredienti, raffreddata sotto pressa. Il salame di Montefeltro è prodotto, invece, con la carne della coscia e della lombata mentre la soppressata di Fabriano si prepara con carne magra e pancetta, affumicata e poi stagionata. Anche i prosciutti sono un fiore all'occhiello degli insaccati marchigiani, di cui ogni zona propone versioni diverse, tutte molto saporite e da gustare rigorosamente al 'violino', ossia tagliate col coltello.

Dopo la carne, non si possono lasciare indietro i prodotti caseari. Con l'ottimo latte marchigiano, vaccino e ovino, si producono profumatissime caciotte. Una fra tante il caciofiore di Urbino, formaggio di latte ovino con pasta dolce, burrosa e delicata. Dalle caciotte al pecorino il passo è breve. E di pecorini ne esistono diversi, grazie anche al tipo di stagionatura applicata: alcuni vengono fatti invecchiare in grotte, altri vengono fatti maturare in speciali anfore di terracotta o immersi più volte nel siero bollente. Il risultato e sempre superlativo.

Ma il capolavoro della cucina marchigiana resta la cucina di mare: il brodetto. Nelle sue tante varianti, spiccano quello all'anconetana e quello alla sambenedettese. Ognuno con la sua ricetta e il gusto particolare, dato dalla varietà numerosa di pesci scelti per comporre la zuppa.